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Ah, i matrimoni!

Che evento magico, vero? La celebrazione dell’amore eterno, l’occasione per le coppie di far sapere a tutti che finalmente si sono rassegnati a sopportarsi per il resto della vita. E, soprattutto, la scusa perfetta per spendere cifre folli in un’unica giornata.

Poi ci sono gli invitati come me. Quelli che ricevono la partecipazione da gente che non si fa sentire da un anno. “Oh, ciao! È un po’ che non ci vediamo, ma sappi che ci sposeremo e speriamo tu voglia spendere una fortuna in vestiti che non metterai mai più, per poi darci un bel regalo, festeggiare tra parenti e amici a te sconosciuti e sopportare i bambini urlanti!”

Matrimoni

La crisi del guardaroba

Soprattutto quando, come me, devo affrontare la terribile sfida del “dress code”. La moda per le donne curvy, come ben so, è stata evidentemente creata da gente che pensa che l’unico obiettivo nella vita sia assomigliare a una busta di patatine avvolta in un telo. Abiti da nonna, tessuti che non valorizzano e taglie che sono un’offesa all’intelligenza. E non parliamo delle scarpe: tacchi impossibili, ballerine che sembrano le pantofole di mia zia, e nessuna via di mezzo.

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Le opzioni (per evitare il peggio)

Detto questo, le opzioni sono due: o mi rassegno o faccio come se non ci fossi.

  • L’Opzione “Martire”: vado, sorrido, sopporto i bambini che mi rubano la borsetta, le battute sul “e tu, quando ti sposi?”, e fingo di divertirmi mentre il mio unico pensiero è la pizza che mi mangerò a casa. Posso cercare un completo pantalone (è il 2025, non possono dire niente) o una jumpsuit, per sfuggire al solito abito “da bomboniera”. Per le scarpe, cerco dei sandali bassi gioiello o delle ballerine che non sembrino uscite da un film di danza classica.
  • L’Opzione “Fantasma”: mando un messaggio agli sposi dicendo che ho la peste, la scarlattina, o un’emergenza familiare. Non importa la scusa, l’importante è che sembri plausibile. Mando il regalo e mi risparmio l’agonia, il costo, e la crisi di nervi. La mia sanità mentale vale più di qualsiasi “amicizia” di convenienza.

Alla fine, non dimentichiamo che la vera morale della storia è: se una coppia non ti invita per un caffè, probabilmente non ha bisogno di te per il giorno più importante della loro vita. Ma ha sicuramente bisogno di un regalo.


Benvenuti nella nuova rubrica: Crisi mentali di una casaliga. Voi come affrontate una situazione del genere?

Alla prossima.

Una Casalinga

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